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La ricchezza di Roma è tale che spesso non ci rendiamo conto di tutto ciò che si può vedere. Per chi ha voglia di passeggiare tra le strade del centro, da piazza Navona, passando per via del Corso, per arrivare a piazza del Popolo, è il caso di rallentare il passo ed entrare in quelle chiese che custodiscono alcuni dei più famosi capolavori di Caravaggio.

A pochi passi da Piazza Navona, la Chiesa di S. Agostino è una delle prime chiese di Roma costruite nel Rinascimento col travertino proveniente dal Colosseo e progettata da uno dei più grandi umanisti del tempo, Leon Battista Alberti. Oltre all'altare maggiore di Gian Lorenzo Bernini, una delle opere più importanti è La Madonna dei Pellegrini di Caravaggio (1604 -06), un dipinto che a quel tempo fece scandalo perché mostra una madonna con bambino in abiti da popolana e due pellegrini inginocchiati con i piedi nudi in primo piano.

Dirigendosi verso il Pantheon, sempre a pochi minuti, si giunge a S. Luigi dei Francesi, una chiesa che venne costruita nel XVI secolo, ma che nel suo interno si presenta sfarzosamente decorata in stile barocco. L'ultima cappella della navata sinistra, la Cappella Contarelli, ospita il famoso ciclo pittorico dedicato a San Matteo. Sulla sinistra la Vocazione di San Matteo (1599 – 1600), caratterizzata dalla fitta penombra che contraddistingue lo stile di Caravaggio; di fronte il Martirio del Santo (1600 -01), una tela che contrasta con la precedente per la concitazione dei gesti dei personaggi e per il dramma della scena; al centro una tela verticale che illustra l'Ispirazione di S. Matteo (1602), in cui un angelo scende dal cielo per dettare al Santo la scrittura del Vangelo. Come molti dei dipinti di Caravaggio, che fu molto criticato per la sua scelta di abbandonare qualsiasi idealizzazione dei soggetti sacri, a vantaggio di un ostentato realismo, anche questo nasconde una storia interessante ed è infatti la seconda versione di un dipinto che fu rifiutato dalla committenza perché in precedenza prevedeva che il Santo si presentasse come un semianalfabeta, aiutato a scrivere dall'angelo.

 



Dopo aver abbandonato San Luigi dei Francesi, si può arrivare a Piazza del Popolo, passando per il Pantheon e Montecitorio e attraversando via del Corso, per raggiungere infine Santa Maria del Popolo, una chiesa ricca di opere famosissime. Oltre alle opere di Bramante, Pinturicchio, Annibale Carracci e Bernini, anche qui Caravaggio ha lasciato la sua impronta con le due tele La Conversione di San Paolo (1660 – 01) e La Crocefissione di San Paolo (1660 – 01). La prima mostra il Santo disteso a terra – ai piedi di un cavallo che occupa sorprendentemente gran parte del dipinto – e colpito da un fascio di luce, mentre la seconda illustra il momento in cui il santo sta per essere issato sulla croce. Anche qui siamo dunque di fronte alla testimonianza del grande genio di un artista come Caravaggio che, nell'attenzione data ai soggetti umili, alle ambientazioni popolari e alla reinterpretazione dei classici soggetti sacri, può essere a ragione ricordato come uno dei più grandi innovatori e rivoluzionari della storia dell'arte.

Per chi ha voglia di percorrere questo itinerario, ogni giorno è possibile prenotare una visita guidata: http://www.guideroma.com/caravaggio.asp

 

La buona ventura
1593-1594
Pinacoteca Capitolina

Nelle opere giovanili Caravaggio insiste su oggetti fino a quel momento poco noti, raffigurando nei suoi dipinti ambienti modesti e persone tratte nella
vita di tutti i giorni, come popolani, suonatori, zingari e giocatori di carte.
In questo caso, una giovane e graziosa zingara, con il pretesto di leggere la mano a un ingenuo ragazzotto, gli sfila abilmente un anello dal dito.